Perché chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia

(Matteo 19,23-26)

La storia

Il monastero di San Pietro risale alla fine del X secolo, come fondazione vescovile; divenne indipendente nel 1148. Dopo un periodo di crisi fu aggregato nel 1434 alla Congregazione di Santa Giustina, poi Cassinese. Fu illustrato da monaci che rifulsero negli studi (B.Bacchini) o che ebbero alti incarichi, due dei quali divennero Cardinali. Soppresso al tempo della rivoluzione francese (1796), fu riaperto dal Duca di Modena, nuovamente chiuso dai Savoia (1866): in entrambi i casi un monaco rimase come parroco. A parte una breve interruzione (1926-1938) i benedettini sono sempre stati presenti in questa abbazia.

L'attuale chiesa abbaziale risale alla fine del XV secolo e fu consacrata nel 1518; alla stessa epoca risale anche lo stupendo chiostro rinascimentale. La facciata della chiesa è opera di P. Barabani, ornata da terracotte dei fratelli Bisogni; curioso anche il campanile a vela All'interno varie terracotte di A. Begarelli, e quadri di F. Bianchi Ferrari, E. dell'Abate, J. Cavedone, G. delle Catene, J. van Ghelde, G.B. Ingoni, L. Lana, P. Munari, G. Romanino, C. Ricci, E. Setti, G. Taraschi, F. da Verona, ecc. Il prezioso coro ligneo è di G. F. Testi. Oltre ai bellissimi paliotti in scagliola di tutti gli altari si segnala il grandioso organo cinquecentesco di G.B. Facchetti. In sagrestia affreschi di G. da Vignola, e preziosi arredi lignei intarsiati da G. Brennona.

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