Abbazia San Pietro Monastero Benedettino Cassinese presenti a Modena dal 983 via San Pietro 7 - 41121 - Modena |
059 223 136 059 214 016 059 455 8978 |
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| aggiornato il 3 Febbraio, 2012 | |||
.....collegamenti monastici ..............prodotti del monastero............. ceste regalo |
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| San Benedetto nella sua Regola
desidera che ogni monastero abbia tutto ciò che è necessario alla vita
comune, dall'orto al mulino, dal forno alle officine dei vari mestieri
(RB 66) . All'interno delle mura del monastero sono previsti locali
per l'accoglienza degli ospiti o per la cura dei malati, ai quali è
dedicato il cap. 36 della Regola. È certamente già presente fin dall'origine
in ogni monastero una sorta di 'farmacia' per la cura sia dei monaci
anziani o infermi, sia degli ospiti di passaggio; tra i libri copiati
negli scriptoria monastici, oltre ovviamente alle Bibbie e agli scritti
patristici, non mancano i trattati di farmacopea dell'antica tradizione
greco-romana.
Anche il nostro monastero, che fu fondato anche per dare assistenza ai poveri e ai pellegrini, ha avuto già dai suoi inizi, alla fine del x secolo, una 'spezieria' almeno per l'uso interno. È difficile poter dire con esattezza quando l'attività di questa spezieria si sia estesa anche al servizio della comunità cittadina: le soppressioni hanno causato anche la perdita di parte della documentazione, che d'altra parte per questo tipo di attività non doveva essere molto numerosa né destinata a rimanere negli archivi. È nel XVII secolo, quando la nostra abbazia faceva già parte della Congregazione Cassinese, che abbiamo documenti precisi di una attività che la colloca al centro dei servizi medico-farmaceutici della città e del ducato. Il Muratori riporta che i monaci rimasti in monastero durante la peste del 1630 non si infettarono, tranne uno, mentre quelli che svernarono a S. Cesario si ammalarono tutti. Nel 1609 è data in gestione a uno speziale laico, ma sempre sotto controllo di un monaco, che deve assistere alla preparazione dei prodotti e alla loro vendita. Fra i prodotti era celeberrima la 'Teriaca', di cui i monaci ebbero nel 1756 dal duca Francesco III l'esclusiva della fabbricazione e della vendita; anche il celebre medico ducale Van Swieten prescriveva i prodotti della nostra spezieria. Nel 1764 vengono multate le spezierie di Finale e San Felice che durante un'ispezione ne furono trovate prive. Ma la spezieria di san Pietro, come risulta da cataloghi conservatici del XVIII secolo, era molto ricca di altri prodotti trai quali l'olio di santa Giustina dei benedettini di Padova e le pillole di santa Fosca. Anche la biblioteca della farmacia era ben fornita. Fra erbari e trattati arriviamo a 54 volumi, e non erano pochi. Con l'invasione francese del 1796 il monastero viene soppresso: anche la spezieria con decreto del 13 maggio 1797 viene chiusa. Domenica 25 novembre 2007, nell'anniversario della dedicazione della basilica, a distanza di più di due secoli, pur nella diversità delle situazioni la spezieria viene riaperta, e nei medesimi locali in cui per secoli ha svolto la sua benemerita attività. Ringraziamo di cuore tutti i volontari che, con la loro opera gratuita, rendono possibile questa attività, oggi finalizzata alla conoscenza del lavoro dei monaci e delle monache benedettini: ancora oggi l'antica tradizione monastica. continua, spesso nel silenzio e senza pubblicità. immagini dell'apertura in presenza del Vicesindaco di Modena la "cultura" del cibo nei monasteri
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